Dieta anti-infiammatoria: moda o realtà scientifica?

Pubblicato il 1 marzo 2026 alle ore 18:58

Periodicamente, nelle bolle dei social che si occupano di alimentazione, nutrizione e dietologia, si torna a parlare di dieta-antinfiammatoria.

Blog, influencer, nutrizionisti e molti medici la propongono come soluzione praticamente definitiva a stanchezza cronica, gonfiore, ritenzione idrica, dolori articolari e malattie autoimmuni.

È tutto vero? Oppure si tratta dell’ennesimo “trend alimentare” utile a vendere integratori e diete miracolose ma che ha ben poco di scientifico?

Intanto capiamo cos’è l’infiammazione di cui si parla tanto.

Lo “stato infiammatorio” è un meccanismo naturale di difesa del nostro organismo, quando per esempio veniamo esposti a un agente patogeno o ci feriamo e il sistema immunitario attiva una risposta infiammatoria per proteggerci. Questa reazione è del tutto sana, naturale, necessaria e comunque limitata, perché dura il tempo indispensabile a risolvere la situazione che l’ha causata. Il problema potrebbe nascere quando questa infiammazione diventa cronica e di basso grado ed è causata da condizioni apparentemente meno “patologiche”, portando sintomi molto vari e trasversali, che solo con un’attenta anamnesi si possono  ricondurre alla loro vera origine. Infatti alcuni indicatori potrebbero essere PCR elevata, insulinoresistenza, glicemia borderline, trigliceridi alti, HDL basso, transaminasi lievemente aumentate, stanchezza persistente, sonno non ristoratore, dolori articolari lievi, diffusi e apparentemente senza cause, difficoltà di concentrazione… insomma, tutti sintomi che presi singolarmente potrebbero avere mille altre cause.

Molte ricerche però hanno dimostrato come questo leggero “stato infiammatorio” sia associato a sovrappeso e obesità e possa favorire l’insorgere o l’aggravarsi di malattie cardiovascolari, diabete, malattie autoimmuni e neurodegenerative.

E quindi esiste davvero una dieta anti-infiammatoria?

La risposta è sì, ma è meno incredibile di quello che si immagini. La più nota è la dieta mediterranea, ma anche la dieta giapponese molto ricca di pesce e povera di zuccheri o la cosiddetta DASH. Tutte queste diete funzionano perchè sono essenzialmente ricche di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, frutta secca, olio d’oliva e pesce. Gli alimenti che invece sono più associati all’infiammazione di basso grado sono gli zuccheri raffinati, le carni processate, i grassi trans e in genere tutti gli alimenti ultra-processati.

Quindi la dieta anti-infiammatoria esiste, tuttavia spesso le informazioni che la riguardano vengono comunicate in modo un po’ troppo semplicistico e generalista. Perché è vero che l’alimentazione può modulare l’infiammazione, tuttavia è assolutamente falso che basti eliminare gli zuccheri semplici e aggiungere i legumi per guarire da ogni male. Quello che conta è sempre lo stato fisico generale e come questo si associa alla nostra alimentazione. Per esempio, una ragazzo palestrato ma che consuma troppe proteine, grassi e zuccheri, pur apparendo in forma, sarà molto “infiammato”. Una signora in stato di obesità che mangia enormi quantità di alimenti integrali, olio d’oliva, frutta secca e pesce, pur facendo una dieta sana in teoria, in pratica sarà infiammata perchè a causa dell’eccesso di cibo manterrà il suo peso troppo elevato che è la prima causa dell’infiammazione di basso grado.

Come sempre, non esiste una dieta universale valida per tutti, perché il contesto clinico individuale resta fondamentale. Come indicazione generale, cercare di alimentarsi consumando maggiormente gli alimenti detti poc'anzi è sempre un buon inizio, ma se soffrite di artrite reumatoide dovrete fare una corretta terapia farmacologica: diffidate da chi vi promette miracoli assumendo capsule di omega-tre, frutta e verdure bio, sta cercando di approfittarsi di voi. Se siete in stato di obesità, è meglio rinunciare alla frutta secca come spuntino (anche se è sanissima) e ridurre in generale un po’ i grassi nell’alimentazione, perché il primo obiettivo dovrebbe essere riportare il peso entro limiti fisiologici. Chi soffre di una malattia neurodegenerativa può sicuramente avere giovamento da una dieta mediterranea corretta, ma non potrà prescindere dall’utilizzo della propria terapia farmacologica.

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