Proteine ovunque: servono davvero o è solo marketing?

Pubblicato il 11 febbraio 2026 alle ore 10:53

Basta fare un giro in un qualsiasi supermercato per rendersi conto che i termini “protein”, “high protein” e “proteico” spuntano ormai su una quantità incredibile di prodotti. Vediamo la scritta “protein” anche su prodotti che solitamente non dovrebbero essere considerati ricchi di proteine come gelati, budini, cracker… perfino l’acqua! Altre volte invece si tratta di prodotti che normalmente sono già ricchi di proteine come lo skyr o i fiocchi di latte (ma non lo sapevate!) o che con lavorazioni innovative hanno visto aumentare ancora di più la loro concentrazione di questo nutriente, come nel caso delle varie mozzarelle proteiche, fiocchi di latte proteici, yogurt e formaggi proteici in generale.

In UE (e quindi anche in Italia), un alimento può usare determinate indicazioni nutrizionali legate alle proteine solo se rispetta criteri oggettivi definiti dal Regolamento (CE) n. 1924/2006. Se troviamo scritto: “fonte di proteine” almeno il 12% del valore energetico totale dell’alimento deve provenire dalle proteine. Se invece troviamo scritto “ad alto contenuto di proteine” o “high protein” almeno il 20% del valore energetico totale dell’alimento deve provenire dalle proteine.

Questa informazione è molto importante perché ci fa capire che molti prodotti che oggi sono spesso definiti “high protein” per farli sembrare migliori di altri, sono semplicemente identici al medesimo prodotto di 10 anni fa ma hanno cambiato nome, che invece di essere stampato in bianco su celeste adesso è dorato su sfondo nero (che fa sembrare tutto più serio e macho).

Oggi la scritta "protein", parlando di marketing, ha in un certo senso sostituito la vecchia dicitura “light”, “senza grassi” o “senza zuccheri” che concettualmente è uscita dalla porta e rientrata dalla finestra e ha sostituito un concetto percepito come prettamente “femminile” con uno più trasversale che viene accettato più facilmente anche dal mondo “maschile” (e quindi allargando la gamma dei consumatori).

Protein comunica salute, forza, stile di vita sportivo e sano, si tratta di una parola che fa vendere anche quando si tratta di prodotti ultraprocessati che spesso costano più della versione “normale” e che non necessariamente sono più sani o migliori della loro versione tradizionale.

Detto questo, ci servono davvero tutte queste proteine? È davvero necessario arricchire la nostra alimentazione con una montagna di cibi proteici?

La risposta ovviamente non è univoca.

In generale… no!

Infatti, chi conduce uno stile di vita sano, segue un’alimentazione bilanciata e non pratica attività sportiva intensa o agonistica, assume una quota proteica sufficiente a sostenere correttamente l’organismo.

Le proteine consumate in eccesso rispetto al proprio fabbisogno non vengono accumulate, e quelle inutilizzate vengono usate come energia ed eliminate. La sostituzione dei carboidrati con le proteine non fa miracoli a livello di dimagrimento perché, udite, udite, anche le proteine hanno delle calorie! Mangiare una fiorentina da 2 kg al giorno farebbe assumere comunque troppe calorie, tenderebbe a fare ingrassare lo stesso e metterebbe sotto sforzo tutta una serie di meccanismi del corpo atti allo smaltimento degli scarti.

In conclusione le situazioni nelle quali assumere una quota proteica maggiore (e sempre monitorata da un professionista) può essere consigliato o addirittura indispensabile, sono quelle di chi pratica sport intensi o agonistici, nei soggetti che stanno perdendo peso molto velocemente, che stanno guarendo da traumi fisici importanti, o in situazioni patologiche o cliniche molto specifiche, in generale tutti casi dove assumere una quota corretta di proteine tramite cibi “tradizionali” può essere difficile.

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