Ultimamente i farmaci a base di Semaglutide o molecole simili, sono diventati sempre più noti per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2. Si tratta di farmaci che imitano un ormone naturalmente prodotto dal nostro intestino principalmente quando mangiamo, il GLP-1. In parole molto semplici una delle funzioni del GLP-1 è quella di dire al corpo “abbiamo mangiato abbastanza” in modo da farci capire, a livello istintivo, che non è più necessario introdurre cibo. Il GLP-1 agisce anche rallentando lo svuotamento gastrico (perché se l’intestino è già pieno cerca di fargli “guadagnare tempo”) e stimola il rilascio di insulina (necessario per il corretto assorbimento del glucosio da parte delle cellule).
Quest’ultima funzione in particolare ha reso questi farmaci utili anche per il trattamento del diabete. In parole povere questi farmaci non fanno dimagrire per “magia”, ma perché stimolano una riduzione spontanea dell’appetito e del “desiderio”, in senso lato, di cibo. Il dimagrimento di fatto avviene sempre alla “vecchia maniera” perchè introduciamo meno energia di quella che consumiamo.
Tuttavia le scelte alimentari non vengono influenzate da questa terapia. È vero che si mangia meno, ma non è detto che si mangi meglio!
La riduzione dell’appetito non garantisce automaticamente una dieta equilibrata. Se non sappiamo esattamente cosa mangiare, molto facilmente si potrà andare incontro a deficit di proteine, pasti poco vari e/o ripetitivi, carenza di fibre, vitamine e sali minerali dovuti al ridotto apporto di frutta e verdura. Questo porta a dimagrire in modo rapido, ma spesso in modo incontrollato, perdendo anche molta massa muscolare e il risultato è la cosiddetta “semaglutide face” cioè quell’aspetto deperito tipico non di chi sta perdendo peso in modo sano, ma di chi sta dimagrando per scarsa alimentazione o a causa di una malattia.
Per questo motivo l’indubbia efficacia di questi farmaci deve essere affiancata da un supporto nutrizionale personalizzato.
Ricordiamoci che l’obiettivo non deve essere perdere peso in modo assoluto, ma perdere massa grassa in eccesso, preservando la preziosa massa muscolare. Per prevenire questo “deperimento” è importante scegliere alimenti di alto valore nutrizionale, distribuire correttamente le proteine nella giornata (che non vuol dire seguire una dieta iperproteica), curare correttamente l’idratazione e l’apporto di fibre per evitare episodi di stitichezza (che non vuol dire mangiare 3 Kg di verdura al giorno).
L’alimentazione va adattata alle nuove sensazioni di fame e sazietà, ribilanciando tutti i gruppi alimentari secondo le nuove esigenze così da non incorrere in carenze e malesseri.
Aggiungi commento
Commenti