Negli ultimi anni il mindful eating è diventato un concetto molto discusso nel mondo della nutrizione. Questo perché promette un approccio più naturale al cibo, lontano dalle diete rigide e dal conteggio ossessivo delle calorie.
Ma cos’è davvero il mindful eating?
Il mindful eating nasce dal concetto di mindfulness, che in italiano alcuni traducono con “consapevolezza”, ovvero la capacità di prestare attenzione al momento presente senza farsi trascinare da pensieri sul passato o preoccupazioni per il futuro.
È dimostrato che le tecniche di mindfulness aiutano a ridurre stress e ansia, migliorano la concentrazione, aiutano a gestire meglio le emozioni e in genere, aumentano il benessere. Applicare questo concetto all’alimentazione, significa riprendere contatto con tutta una serie di sensazioni che spesso, a causa dei ritmi moderni e dell’educazione ricevuta nell’infanzia, abbiamo progressivamente dimenticato, come: mangiare più lentamente e senza distrazioni, assaporare i cibi notando l’odore e la consistenza, riconoscere i segnali di fame e sazietà e non confondere quest’ultima con la pienezza, distinguere tra fame fisica ed emotiva.
Detta così sembra una filosofia da fissati del benessere: l’istinto è quello di rispondere “io non ho tempo per queste finezze” oppure “ho solo 10 minuti di pausa pranzo”. In realtà si tratta di qualcosa di molto più semplice e alla portata di tutti, ma non per questo meno efficace. Si tratta di cercare di passare da una alimentazione automatica, passiva e inconsapevole a una un po’ più attiva e consapevole, senza però che questo ovviamente diventi uno stress. In effetti uno degli errori più grandi è proprio quello di… stressarsi per non essere stressati. Se in una giornata si hanno lezioni di inglese, il lavoro, la palestra e l'inaugurazione della mostra di un’amica, forse il corso di mindfulness alle 22 è un po’ stressante!
Quindi la prima regola del mindful eating è fare ciò che è nelle nostre possibilità, con serenità.
Perché il mindful eating potrebbe aiutare a perdere peso?
Certamente non per una magia che somiglia al “bruciare calorie con la forza del pensiero”! Quando si parla di perdita di peso grazie al mindful eating, i risultati sono più sfumati. Agendo su alcuni meccanismi chiave legati alla gestione delle emozioni, si riduce la possibilità di mangiare senza accorgersene e aiuta a fermarsi quando si è sazi, abbassando il rischio di abbuffate e fame nervosa. Mangiare in modo più consapevole è un primo passo fondamentale per affrontare un percorso di perdita di peso, ma se il cibo che si assume non è adatto ad una determinata situazione, o se è necessario l'intervento di uno psicoterapeuta, allora non sarà sufficiente per tornare pienamente in salute.
Come iniziare nella pratica? Ecco alcune idee:
- mangiare senza guardare il telefono;
- guardare la TV solo se si tratta di un’attività consueta e rilassante, per esempio guardando il proprio telefilm preferito;
- se ci si accorge che si sta mangiando troppo in fretta, fare una piccola pausa quando si è a un quarto o a metà del piatto, magari bevendo un sorso d’acqua;
- nei pasti quotidiani, prima di fare un bis, aspettare qualche minuto e chiedersi per esempio: sono ancora affamato? Facendo il bis, riuscirò a mangiare anche la frutta?
- Imparare a riconoscere la differenza tra sazietà e pienezza: si è sazi quando non si ha fame (sembra banale ma non lo è) cioè quando, tutto sommato, ci si può fermare dal mangiare senza avvertire un particolare disagio e, al tempo stesso, ci si sente in grado di muoversi o fare qualche attività leggera come una passeggiata. Si è invece “pieni” quando si ha la sensazione un po’ sgradevole della pancia tesa, che limita un po’ il respiro, quando viene di slacciare un bottone o la cintura, quando all’idea di alzarsi per prendere il telecomando si preferisce continuare a guardare le lezioni di fisica quantistica in TV. Sazi va bene, pieni vuol dire che si è esagerato.
Tutto questo ricordando che nessuno è perfetto: anche se si sta cercando di migliorare, è normale cadere in piccoli errori e la vita quotidiana non è sempre uguale. Potrà capitare quindi di mangiare velocemente, o di riempirsi un po’ più del dovuto o di mangiare in modalità automatica perchè troppo stanchi per occuparsi di alcunchè. La cosa importante è esserne consapevoli e, serenamente, riprovare a fare meglio la volta successiva, tenendo presente anche che non c’è niente di male se a Natale o per un compleanno vogliamo mangiare qualcosa in più, perché anche irrigidirsi sulle regole della salute perfetta è una forma di stress!
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